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venerdì 17 dicembre 2010

Non solo alla salute: smettere di fumare fa bene anche all'umore


Non solo è salutare per l'organismo: smettere di fumare migliora anche il benessere dell'umore. A sostenerlo è uno studio pubblicato sulla rivista Nicotine & Tobacco Research dai ricercatori della Brown University e della University of Southern California guidati da Christopher Kahler.

Dallo studio emerge che, nonostante chi ha il vizio del fumo tenda ad accendere una sigaretta ogni volta che deve 'scaricare' ansia e nervosismo, gli effetti benefici per l'umore arriverebbero invece proprio dal comportamento contrario, cioè dall'interrompere il consumo delle "bionde".

I ricercatori hanno monitorato i sintomi della depressione in 236 persone che cercavano di chiudere col vizio delle sigarette, e hanno scoperto che il momento di massima felicità si raggiungeva proprio quando riuscivano a chiudere definitivamente con le sigarette.

"L'ipotesi è che alcune persone fumano perché il fumo ha proprietà antidepressive - spiega Kahler -. Ciò che sorprende è che, nel momento in cui si misura l'umore dei fumatori, si riscontrano miglioramenti nello stato d'animo anche se sono riusciti a smettere solo per un breve periodo".

Fonte: notizie.tiscali.it/articoli/scienza

mercoledì 6 ottobre 2010

STUDI CONFERMANO: LA VITA SANA MODIFICA IL DESTINO SEGNATO DAI GENI


Avere alle spalle una generazione di diabetici in famiglia e non incappare nella
malattia e' possibile. Perche' una vita sana puo' cancellare il destino segnato dai nostri geni. Grazie ad abitudini salutari possiamo ad esempio migliorare la capacita' mnemonica che avranno i nostri figli, eliminare la loro eventuale predisposizione a diabete o obesita'. Ma anche, con atteggiamenti negativi, favorire l'insorgere delle patologie. Questa scoperta, frutto di numerose ricerche scientifiche, e le sue implicazioni per il genere umano sono state discusse per la prima volta in Italia in occasione del XVII Congresso della Societa' italiana di neuropsicofarmacologia (Sinpf), che si è tenuto a Cagliari fino al 25 settembre scorso.

E' stato il 'Time', nel febbraio 2010, ad anticipare le conclusioni dell'epigenetica, la scienza che studia i codici genetici. Ma gia' nel 2009 il 'Journal of Neuroscience' aveva pubblicato una ricerca che dimostrava come lo stile di vita potesse migliorare la memoria nel corso delle generazioni.

Alla base di questo risultato un esperimento condotto su un gruppo di topi con problemi di memoria, che e' stato esposto a un ambiente ricco di stimoli visivi e di
giocattoli. Sorprendentemente, la prole di questi roditori e' nata con un livello di memoria a lungo termine di gran lunga superiore a quella dei genitori, pur non essendo stata sottoposta agli stessi stimoli.

Secondo un altro studio pubblicato sull''European Journal of Human Genetics' e condotto dall'University College di Londra, i comportamenti dei genitori influenzano la funzione di geni dei figli. Chi ha un padre che ha cominciato a fumare in eta' prepuberale vede ad esempio aumentato di base il proprio indice di massa corporea rispetto ai coetanei, correndo quindi un rischio maggiore di diventare obeso da
adulto.

Ancora: gli oncologi della Duke University, in North Carolina, hanno condotto un esperimento su alcune cavie di laboratorio riuscendo a dimostrare a loro volta che
l'alimentazione puo' intervenire sulla mutazione dei geni: a un gruppo di topi gravidi, geneticamente predisposto all'obesita', al diabete e a un colore giallo del pelo, e' stato somministrata una dieta ricca di vitamine del gruppo B. Lo studio ha dimostrato che i cuccioli, nati poco dopo, erano perfettamente sani, con il pelo marrone e non predisposti ne' all'obesita' ne' al diabete.

Altri due studi riportati dal 'Time' confermano gli effetti dello stile di vita sui geni: i risultati di un lavoro, in particolare, indicano che i figli delle donne che durante la gravidanza non si sono alimentate correttamente potrebbero essere soggetti a problemi cardiaci o a una morte precoce. Una seconda ricerca, invece, dimostra che e' possibile modificare l'aspetto esteriore delle generazioni future: in un campione di moscerini cui e' stato somministrato un farmaco che provoca escrescenze sugli occhi, infatti, l'effetto estetico si e' manifestato anche sulle 13
generazioni successive.

Uno studio condotto da Patrick McGowan, pubblicato su 'Nature Neuroscience', ha dimostrato infine che le persone che si suicidano e che nell'infanzia avevano subi'to abusi sessuali e fisici, mostrano l'alterazione di un gene ricettore dello
stress.

"I risultati di queste ricerche rappresentano un importante progresso scientifico - dichiara Giovanni Biggio, presidente della Sinpf - poiche' dimostrano come sia possibile, con uno stile di vita, modificare la funzione dei nostri geni e di quelli delle generazioni future, quindi migliorare il loro stato di salute generale.
E' importante ricordare, pero', che i cambiamenti epigenetici non sono permanenti, perche' l'epigenetica non e' sinonimo di evoluzione. I cambiamenti epigenetici sono la risposta biologica allo stile e possono tornare alla loro programmazione originaria. C'e' un limite a tutto. Infatti, se da un lato possiamo modificare la funzione dei geni, la struttura del Dna rimane immutata".

Fonte: Adnkronos/Adnkronos salute

domenica 12 settembre 2010

FUMO: VIETATO A MAMMA E PAPA'. DANNEGGIA SIA LO SPERMA CHE LE CELLULE DELL'EMBRIONE


Gli aspiranti papa' farebbero bene a spegnere le sigarette. Come pure le donne in gravidanza. Due nuovi studi, infatti, spiegano in che modo il fumo puo' danneggiare la fertilita', anche quella del nascituro. Le ricerche sono pubblicate online su 'Human Reproduction', e danno ancora piu' fondamento al consiglio di smettere con le 'bionde', rivolto dai medici agli aspiranti genitori.

Nel primo studio, i ricercatori diretti da Claus Yding Andersen dell'University Hospital of Copenhagen (Danimarca) hanno scoperto che se la mamma fuma col pancione, all'inizio della gravidanza, si riduce drasticamente il numero di cellule germinali e di cellule somatiche nel feto in via di sviluppo. Tanto che i ricercatori ritengono che questo potrebbe avere effetti negativi addirittura sulla fertilita' del bambino, una volta adulto.

Nel secondo studio, invece, il team di Mohamed Hammadeh dell'Universita' del Saarland (Germania) ha esaminato specifiche proteine - chiamate protamine - nello sperma di un gruppo di forti fumatori (oltre 20 sigarette al giorno),confrontando i risultati
ottenuti con quelli di uomini che non avevano mai acceso una sigaretta. Le protamine svolgono un ruolo importante nello sviluppo dello sperma e hanno un effetto sulla fertilita' maschile. Ebbene, le concentrazioni di queste proteine sono risultate inferiori del 14% nello sperma dei fumatori rispetto ai non fumatori. "Questo significa - scrivono gli studiosi - che gli spermatozoi dei fumatori soffrono di carenza di protamina, probabilmente causato dal fumo di sigaretta. E questo potrebbe essere un motivo" di infertilita'.

Fonte: Adnkronos/Adnkronos Salute

giovedì 2 settembre 2010

FUMARE CANNABIS "SPEGNE" IL DOLORE E MIGLIORA IL SONNO


Un piccolo studio canadese, condotto su 23 persone, 'promuove' la cannabis terapeutica in versione 'da pipa'. Fumarla regolarmente, infatti, puo' ridurre in modo significativo il dolore cronico nei pazienti neuropatici, migliorando anche il sonno, e riducendo l'ansia. Dunque, secondo il team della McGill University (Canada), occorre approfondire il fenomeno, studiando in un piu' vasto numero di pazienti l'effetto di strumenti inalatori ad hoc.

La ricerca e' pubblicata sul 'Canadian Medical Association Journal', e indaga sull'effetto di questa sostanza nei pazienti con dolore neuropatico cronico. La ricerca ha preso in esame tre differenti concentrazioni del principio attivo tetraidrocannabinolo (al 2,5%, al 6% e al 9,4%) e di un placebo. I volontari, sotto la supervisione di un'infermiera, hanno inalato la cannabis dalla pipa tre volte al giorno per cinque giorni, con nove giorni di stop, per quattro cicli successivi. Quelli che hanno preso la dose piu' alta hanno visto ridursi in modo significativo il dolore rispetto al placebo.

Stesso effetto positivo anche su ansia e depressione. E persino il sonno e' migliorato. Secondo il responsabile dello studio, Marck Ware, e' opportuno approfondire le ricerche, anche perche' questo sarebbe il primo trial clinico sui pazienti che indaga sull'effetto
del fumo di cannabis contro il dolore.

Fonte: Agenzia Adnkronos/Adnkronos Salute